Charles Chaplin
Anche questo ritratto astrologico è stralciato da Marcia Moore e Mark Douglas, Astrology, the Divine Science, York Harbor (Arcane Publications) 1978, pp. 654-669. Questo studio permetterà allo studente di astrologia di saggiare il complesso ingranaggio simbolico che collega segni e pianeti alla sfera locale e come esso opera. – Tre puntini tra parentesi quadre segnalano gli omissis. Le poche note sono del traduttore.


POCHI individui si vedono come gli altri li vedono. Tuttavia, quando vi sono sorprendenti contraddizioni tra il racconto che una persona fa di se stesso e quanto vien riferito da uno stretto collaboratore, a chi o a che cosa uno dovrebbe credere? In tali casi, l'astrologia può dare una risposta imparziale non inficiata da versioni contrastanti e punti di vista personali. Vediamo ora se essa può far luce sulla vita di Charles Spencer Chaplin, Jr., un uomo, la cui paradossale personalità ha sconcertato milioni di persone e forse anche Chaplin stesso.

Da nessuna parte dette contraddizioni sono più stridenti che nelle discrepanze tra l'affascinante e misurata My Autobiography dello stesso Chaplin e l'impressionante storia raccontata dalla sua ex moglie, Lita Grey, nel libro La mia vita con Chaplin. Ad esempio, Chaplin dice:

Quanto al sesso, in larga misura venne col mio lavoro. Quando (lui) sollevava la sua testa deliziosa, significava o che il mercato sovrabbondava o che vi era una grave carenza. Tuttavia, siccome ero rigorosamente disciplinato, prendevo il mio lavoro molto sul serio. Come Balzac, il quale riteneva che una notte di sesso significava la perdita di una buona pagina di un romanzo, allo stesso modo io credevo che significasse la perdita di una buona giornata di lavoro presso lo studio... A differenza di Freud, non credo che il sesso sia l'elemento più importante nella complessità del comportamento. Il freddo, la fame e la vergogna della povertà hanno un effetto verosimilmente maggiore sulla condizione psicologica di un individuo.

Chaplin riuscì a trionfare sul freddo, sulla fame e sulle vicissitudini di una delle più miserabili infanzie mai registrate. Eppure, anche dopo aver lottato per salire la scala al successo, aggiungendovi un paio di gradini suoi propri, non fu in grado di evitare due disastrosi matrimoni con due ragazze adolescenti, che egli aveva precedemente sedotto e messe incinte. Poi contrasse un terzo matrimonio infelice con Paulette Goddard, prima che il destino finalmente cedesse e gli mandasse Oona O'Neill, con la quale rimase felicemente sposato.
Secondo Lita Grey, Chaplin fu un uomo quasi completamente alla mercé dei suoi impulsi sessuali e insolitamente incurante delle loro conseguenze. Ella dice:

Ciò che non compresi subito, anche se egli l'aveva orgogliosamente lasciato intendere molti mesi prima, era che lui era quel tipo di prodigio sessuale che la maggior parte delle donne può solo sognarsi. Era una macchina da sesso che, ancora dopo i trent'anni, poteva fare l'amore una mezza dozzina di volte nel corso di una notte, e la sua sesta volta riusciva ad essere prestante quanto la prima.

Lita riferisce anche – come alla fine riferì a Marion Davies, la ragazza di William Randolph Hearst – che “Charlie si è vantato con me d'avere avuto a che fare con sei donne negli ultimi due anni e mezzo. Cinque di loro sono note, e tu sei una delle cinque”. Durante questo periodo, Chaplin solo non sposò Lita, ma anche scrisse, produsse e interpretò La febbre dell'oro.

Orbene, come può l'astrologia spiegare due resoconti tanto diversi? Fortunatamente, vi è un oroscopo preciso che possiamo esaminare: infatti, Chaplin apre la sua autobiografia, come da tradizione, dichiarando d'essere «nato il 16 aprile 1889, alle otto di sera, in East Lane, Walworth» (Guarda caso, questi furono gli anni in cui Thomas Edison perfezionò la sua macchina da presa e George Eastman produsse la pellicola di celluloide in rotoli.)
Secondo l'ora di nascita dichiarata, la Luna di Chaplin è all'ascendente, in Scorpione, il segno noto per raccogliere i nativi dello zodiaco sessualmente più sensibili. In combinazione con la suscettibile Luna, lo Scorpione genera un forte erotismo connotato da un oscuro lato di smaniosa sensualità.
La Luna è in opposizione stretta a Marte, in Toro, segno della procreazione, ed entrambi sono in quadrato a Saturno, in Leone. Marte e Saturno sono in esilio, mentre la Luna è in caduta. Questa quadratura a T, molto vicina agli angoli della carta del cielo, mostra altresì che il controllo dell'istinto sessuale è il problema più grave. Con Marte e Venere congiunti nella settima casa del matrimonio, non sorprende che Chaplin abbia avuto più mogli, mentre le sue amanti erano spesso le sue prime donne, vale a dire le partner dei suoi film. Marte, che governa l'ascendente, il Sole e Mercurio rafforzano la tendenza taurina verso l'auto-indulgenza, e il trigono di Giove nella seconda casa delle finanze fornisce le risorse per alimentare l'appetito per la bella vita. [1]
Il quadrato di Saturno in Leone all'opposizione Luna-Marte implica che Chaplin si impose una notevole auto-disciplina, in particolare nell'ambito della sua professione. Solo un'eccezionale capacità di attendere al proprio lavoro potrebbe dare conto dei prodigiosi successi agli esordi del cinema. Ciononostante, il suo oroscopo, dominato da Marte, indica chiaramente un potente e, a volte, incontenibile impulso libidico.
I pianeti in esilio o in caduta (Chaplin ne ha quattro) non sono deboli; piuttosto, presagiscono i profondi complessi psicologici di una personalità lacerata da impulsi contrastanti. [...]
La Luna indica l'istinto ad accumulare sostanze, ma lo Scorpione è il segno dell'eliminazione. Non c'è da stupirsi, quindi, che Chaplin abbia acquisito case, mogli, figli e possedimenti, i quali tutti tendevano a sottrarsi alla sua presa. Marte si assume dei rischi, ma il Toro è un imperturbabile conservatore ed ama il denaro. Così, Chaplin era diviso tra il desiderio di speculare, e la sua naturale avversione a correre rischi. Max Eastman nel suo libro Heroes I Have Known descrive l'incertezza interiore di Chaplin come segue:

L'esagerata prudenza, quasi una sorta di attaccamento astutamente timoroso a quello che possiede, è la ragione per cui Charlie non gode nemmeno completamente della sua arte creativa, né sfrutta l'impareggiabile possibilità di goderne. Il suo studio è silenzioso come un cimitero per più della metà del tempo, non perché gli manchino l'energia, l'inventiva o i mezzi per riempirlo di un tripudio di miracoli sperimentali, ma perché gli manca l'abbandono spensierato. Una buona dose di generosità e spregiudicatezza farebbero di lui uno dei più grandi poeti comici del mondo.

Secondo la “regola astrologica del tre” (secondo cui una tendenza deve essere indicata almeno in tre modi prima che si manifesti con sicurezza) la terza conferma della responsabilità di Chaplin nel ritrovarsi intrappolato fra tensioni contrastanti di auto-espressione e di auto-repressione è la presenza di Saturno in Leone. Il Leone governa il piacere e lo svago. Saturno mostra quanto duramente faticasse per dare piacere agli altri. Ma Saturno è anche il pianeta della restrizione. La vita di Chaplin fu colma di tutto quello che la maggior parte delle persone brama: ricchezza, fama, capacità creativa e storie romantiche hanno accompagnato i suoi passi, ma, fino al tramonto della sua vita, non poteva fermarsi abbastanza a lungo per sfruttare uno qualsiasi di questi doni. Chaplin stesso disse a Lita molti anni dopo la loro separazione:

Sapevo solo che avevo sempre paura della gente, paura di essere ferito. Non riuscivo proprio a credere che qualcuno potesse amarmi. Ero sensibile al fatto di essere piccolo con una testa troppo grande e mani e piedi così piccoli. Non ho mai capito le donne, non mi fidavo di loro. Quando arrivavono troppo vicino, le conquistavo, ma non riuscivo ad amarle a lungo perché ero convinto che non potessero amarmi... Ero semplicemente determinato a non cedere. Con te, Mildred e Paulette ho agito così. Se ci fosse un Dio, lo pregherei di non lasciarmi ripetere questo triste comportamento con Oona. Mi sono protetto dal farti del male, dall'indurti a lasciarmi.

Non solo il libro di Lita porta un forte contributo alla verità, ma il passo citato esprime l'isolamento misogino indicato da Saturno in Leone in quadrato sia alla Luna sia a Venere, i due pianeti femminili. Saturno limita e ostacola la spontaneità del Leone, indurendo le pareti dell'Io in una coscienza che si difende con la cautela.

Una volta, Chaplin e Max Eastman fecero un test della personalità sotto la guida di un comune amico, il dottor Reitell. Nell'esito relativo a Chaplin, il punteggio alla voce “introversione” era una cifra così alta che il medico esclamò con sorpresa: “Tu non sei molto lontano dall'essere un recluso! L'isolamento dal mondo e la solitudine sembrano essere la tua idea di paradiso.”
A quel tempo, Chaplin abitava in una casa recintata da mura su una collina circondata da alberi. “Se avessi un fossato e un ponte levatoio”, disse a Eastman, “potrei vivere qui tutto l'anno da solo ed essere felice. Potrei farti entrare una volta ogni tanto per una partita di tennis, ma solo perché ho bisogno di esercizio”. Nell'ultima parte della sua vita, Chaplin divenne effettivamente un recluso virtuale, tenendosi in disparte, con la moglie e la famiglia, in Svizzera.
Quanto a fiducia in se stesso, il punteggio di Chaplin era insolitamente basso. “Sei cosciente in modo molto restrittivo e covi un forte senso di inferiorità,” decretò il medico. “Eventuali nette indicazioni di aggressività o forti affermazioni di potere non sono che una difesa, una sottile vernice, un dissimilare proprio di un'anima timida, preoccupata e turbata”.
Allo stesso tempo, il test mostrava un forte istinto di autoaffermazione. Astrologicamente, questa risolutezza è indicata da Sole e Mercurio nell'energico Ariete, così pure dal marziale Scorpione all'Ascendente. Chaplin poteva sembrare all'apparenza un “tipo remissivo, tranquillo, pacifico”, ma nel 1914, pur essendo totalmente inesperto, gli bastarono solo due mesi, dal suo arrivo presso lo studio di Mack Sennett a Hollywood, per diventare il direttore di ogni film in cui appariva. In meno di sei mesi aveva cambiato l'intero carattere e la concezione della commedia lì prevalente.

La fulminea ascesa di Chaplin alla fama fu sorprendentemente paragonata all'ascesa di Adolf Hitler. Anche der Führer, nato solo quattro giorni dopo Chaplin, e approssimativamente alla stessa ora, aveva un Saturno elevato in Leone quadrato a Marte e Venere in Toro. I due uomini si somigliavano tra loro fisicamente, anche per i baffetti che divennero il tratto caratteristico di entrambi. Nel film Il grande dittatore, Chaplin approfittò di questa sorprendente somiglianza per satireggiare Hitler e tutto quello che rappresentava. Con la Luna all'ascendente, Chaplin non dimenticò mai la sua missione a favore della gente comune, mentre la Luna di Hitler era in esilio nel Capricorno calcolatore. Chaplin fu sempre sprezzante, e con veemenza, del brutale sistema nazista. Hitler, a sua volta, non fece mai mistero della sua avversione per i film di Chaplin.
Dal momento che il Leone cerca il dominio e Saturno è autoritario, le persone nate con Saturno in Leone tendono ad essere dittatoriali. Anche se Chaplin ebbe dieci figli, non sembra essere stato quel tipo di padre affettuoso ed amichevole che un bambino o una bambina vorrebbe vezzeggiare. Come dice suo figlio Michael nel libro I Couldn't Smoke the Grass on my Father's Lawn (Non potevo fumare l'erba sul prato di mio padre): “Essere il figlio di un grande uomo può essere uno svantaggio: è come vivere accanto ad un enorme monumento; si spende la propria vita girando intorno ad esso, sia per rimanere sotto la sua ombra sia per evitarla. Ma poi chi è cresciuto in un orfanotrofio, quando cerca di scoprire quale sia il suo posto nel mondo, spesso trascorre il resto della vita alla ricerca di un tale monumento.”

Di norma, si guarda alla quinta casa di un oroscopo per avere informazioni sui figli. La quinta casa di Chaplin, retta dai Pesci, è vuota ad eccezione di Mercurio, che è quasi sulla cuspide della sesta casa del lavoro, e che, nella domificazione secondo il sistema delle case uguali, è in sesta. Pertanto, Nettuno deve essere considerato come il significatore dei suoi rapporti con i suoi figli.
La prima moglie di Chaplin fu Mildred Harris: aveva solo sedici anni e, quando si sposarono il 23 ottobre 1918 a Los Angeles, California, era incinta. Nell'estate del 1919 nacque un figlio malformato, che visse soltanto tre giorni. Mildred divorziò da Chaplin il 19 novembre 1920 e ricevette un appannaggio di centomila dollari più una parte della loro proprietà.
I due figli nati dalla seconda moglie, Lita Grey, Charles Jr. e Sydney, furono indesiderati. Durante entrambe le gravidanze Chaplin fece strenui tentativi per persuadere Lita ad acconsentire a un aborto. Dopo che il loro matrimonio andò in pezzi, egli subì un disdicevole processo in tribunale a causa del suo rifiuto di pagare più di venticinque dollari alla settimana per il sostentamento di Lita e dei due bambini. (Il processo e l'accomodamento finale costarono a Chaplin più di un milione di dollari.) Divorziarono nel 1927.
I figli avuti da Oona furono meglio accolti, ma, con Nettuno governatore della quinta casa, posto nella settima casa delle associazioni, ebbero anch'essi lo scopo di vincolare Oona a lui. Questi figli in tarda età, dopo che la carriera cinematografica di Chaplin s'era praticamente conclusa, costituiva una forma di auto-rinnovamento, indicato dalla congiunzione di Nettuno con Plutone confinante con la cuspide dell'ottava casa. Siccome Nettuno è semiquadrato a Mercurio, i rapporti con i figli furono quanto mai ambigui e segnati da frequenti rotture nelle comunicazioni. Il primogenito, Carlo, si suicidò, mentre il primogenito di Oona, Michael, manifestò una dipendenza da droghe e condusse una vita da bohémien. Le figlie di Chaplin sembrano aver ereditato l'amore nettuniano del padre per il teatro e la maggiore, Geraldine, è diventata un'attrice di successo a buon diritto. I figli, per la maggior parte, lasciarono la casa non appena furono in grado di provvedere a se stessi. Non risulta che essi avessero un particolare attaccamento per il padre, che mostrò peraltro scarso interesse per la loro carriera.

L'isolamento personale mostrato dal quadrato di Saturno alla Luna è illustrato da un episodio raccontato da Max Eastman. Un giorno, Eastman fece una visita inaspettata a Chaplin e lo trovò in uno stato di totale prostrazione. Il motivo di un tale abbattimento era che Chaplin aveva appena rifiutato $ 877,000 che gli erano stati offerti per una serie di 25 trasmissioni radio di quindici minuti ciascuna.
“Perché non puoi farlo?” chiese Eastman, “tu sai parlare.”
“Non è quello,” replicò Chaplin, “sai quanto mi piace parlare. Ma non posso accostarmi al pubblico in quel modo. Devo rimanere distante e misterioso. La gente mi deve idealizzare. Avrei perso di più al botteghino, se mi fossi reso reale e familiare alla radio.”
A dispetto del riserbo che si era autoimposto, il grande amore di Chaplin fu il pubblico. Se un qualche aspetto può essere additato per spiegare il suo genio, questo è dato dalla Luna, significatore delle masse, posizionata direttamente all'Ascendente. Nonostante la rinomanza e la fama, non perse mai i suoi sentimenti per il “piccolo uomo”, per il quale egli parlava nella veste del tragicomico vagabondo in pantaloni cenciosi. Nella sua autobiografia, Chaplin dice:

Non mi piacciono i temi shakespeariani che coinvolgono re, regine, personaggi augusti e il loro onore... Non posso identificarmi con i problemi di un principe. La madre di Amleto avrebbe potuto dormire con chiunque a corte, e tuttavia mi sentirei indifferente al dolore che ciò avrebbe inflitto ad Amleto.

[...] L'estremo scrupolo che Chaplin poneva nel recitare, può anche essere visto come una funzione del quadrato della Luna a Saturno. Un ammiratore scrisse una volta, comparando le sue prime commedie con quelle successive: “Allora il pubblico era il tuo schiavo, ora sei tu schiavo del pubblico.” Chaplin può aver spinto le sue mogli a bere e i suoi amici a svagarsi nei modi più imprevedibili, ma non deluse mai volontariamente il pubblico. Si identificava troppo intimamente con la gente cui serviva.
L'influenza dello Scorpione sulla Luna lo rese anche particolarmente sensibile alla sofferenza umana. Nella sua autobiografia, egli descrive un indimenticabile episodio dell'infanzia che per prima cosa gli fece capire che gli aspetti tragici e comici della vita sono inestricabilmente mescolati. Alla fine della strada dove abitava, vi era un mattatoio, e le pecore destinate ad essere macellate sarebbero passate davanti a casa sua casa. Il giovane Charles vide un agnello fuggire e correre lungo la strada tra il divertimento degli astanti: alcuni cercavono di acchiappare l'animale spaventato, altri si ostacolavono, intoppandosi a vicenda. Come gli altri spettatori, Chaplin ridacchiò divertito per quel comico inseguimento. Tuttavia, quando l'agnello fu catturato e riportato al mattatoio, la realtà della situazione della povera bestia colpì il ragazzino, che corse a casa dalla madre piangendo e urlando: “Lo stanno per uccidere! Lo stanno per uccidere!”
Chaplin non ebbe bisogno di leggere libri per sapere che il motivo conduttore della vita è dato dal conflitto e dal dolore. Per istinto, tutto il suo fare il pagliaccio era basato su questa idea fondamentale. Il suo metodo per trovare le trame delle commedia era semplice: ritrarre le persone che finivano nei guai o ne uscivano.
Il famoso autore Somerset Maugham, notando che il genio di Chaplin si basava su un'idea molto personale della sofferenza, ha commentato:

Chaplin è una creatura fatta di stati d'animo, e non è necessario citare la sua scherzosa affermazione: “Accidenti, ieri sera ho avuto un tale attacco di depressione da non sapere che cosa fare”, per avvertirvi che il suo umorismo è soppannato di tristezza. Egli non dà l'impressione d'essere un uomo felice.

Non è il caso di soffermarsi troppo sul lato malinconico dello Scorpione, perché, per fortuna, Venere è ben posizionata nel proprio segno, il Toro. Nonostante il quadrato con Saturno, questa robusta Venere è la grazia salvatrice di quella che altrimenti sarebbe stata una vita di difficoltà insuperabili a causa dell'esatto quadrato di Marte e Saturno.
Il primo dono di Venere fu la gradevolezza dell'aspetto fisico. Chaplin in gioventù era tanto attraente quant'era ridicolo il piccolo vagabondo che interpretava, e riusciva ad essere affascinante nella misura in cui gli importava d'esserlo. Il suo apprezzamento per le fanciulle nubili e le comodità materiali fu premiato dalla possibilità di godere a sazietà di entrambe. Godeva dell'amicizia delle donne più affermate, brillanti e colte del suo tempo, ivi comprese le relazoni intime con le sue varie prime donne. La vicinanza di Marte a Venere dà credito al presupposto generale che molte di queste amicizie fossero anche storie d'amore.
Lo Scorpione è il segno della rigenerazione. Anche se i suoi nativi possono toccare il fondo, hanno la forza di rialzarsi dalle ceneri del passato. Con Marte e Plutone, co-reggitori dello Scorpione, entrambi in settima casa, sostenuti da Venere e Nettuno, Chaplin non poté evitare di investire le sue emozioni negli altri, pur sapendo che ciò lo rendeva vulnerabile alla sofferenza. Era questo, astrologicamente, il problema della sua vita. Nonostante il suo senso di personale isolamento e la paura istintiva delle donne, fu costretto a trovarle non solo per godere del piacere fisico, ma per evolvere in un essere umano completo. Tentando di guadagnarsi l'affetto di ragazze molto giovani, poté esperire la sensazione di avere il sopravvento.
Il miracolo è che dopo le sue dis(astrose)-unioni Chaplin finalmente trovò il suo vero e proprio complemento in Oona O'Neill.[2] Si incontrarono in un momento negaivo della di lui carriera, allorché fu accusato d'essere il padre del figlio di Joan Berry. Era anche il bersaglio di ingiuriose accuse d'essere un simpatizzante comunista [...]. Queste immotivate vessazioni alla fine lo portarono ad essere espulso dagli Stati Uniti in modo permanente nel 1952, un esilio forzato indicato da Saturno in nona casa, relativa all'estero.
Anche se sposato già tre volte Chaplin aveva cinquantaquattro anni ed Oona appena diciotto, quando si sposarono a Carpinteria, California, il 16 giugno 1943: il Sole di lei sulla Venere di lui nel produttivo Toro prometteva la stabilità che entrambi cercavano, mentre il Mercurio di lei congiunto al Sole di lui in Ariete la rendeva una compagna intelligente e vivace. Il Saturno di Oona (una figura paterna) esattamente congiunto alla Luna[3] di Chaplin (il di lui ideale femminile) indicavano i molti ostacoli che sarebbero stati costretti a superare per contrarre e rinsaldare il loro matrimonio. Il di lui Saturno, in nona casa, in Leone, esattamente opposto alla Luna di lei in Acquario, li obbligò a trascorrere la maggior parte della loro vita coniugale in esilio. Ciononostante, siccome Saturno produce situazioni durevoli, riuscirono, a dispetto delle molte vicissitudini, a stare insieme e a presentare al mondo una facciata unitaria. Certo è che gran parte del merito per il lieto fine della turbolenta fantastica carriera di Chaplin va ascritto ad Oona.

Per quanto Chaplin potesse essere profondamente condizionato dalle sue emozioni, fu peraltro il suo acuto ingegno e la versatile immaginazione che diressero la sua ascesa verso la grandezza. Per capire il fondamentale contributo da lui dato all'industria cinematografica, occorre guardare alla configurazione formata dal Sole e da Mercurio che, nel pionieristico segno dell'Ariete, si oppone ad Urano in Bilancia. Questa opposizione è beneficamente mediata da Saturno in nona casa, correlata a superiori capacità intuitive.
La determinazione di Sole e Mercurio in Ariete, stimolati dall'originalità di Urano, spiega la caparbietà di Chaplin nel voler essere completamente libero di esercitare il suo talento innovativo. Con il Sole in sesta casa, la sua energia creativa fu indirizzata nell'attività lavorativa. Preferì sempre un approccio diretto, senza dover ricorrere a complicati effetti fotografici per sottolineare la personalità dei suoi personaggi. Negli anni successivi, i critici lamentarono che la tecnica della sua cinepresa era antiquata e che non era al passo con i tempi, ma Chaplin non si lasciò smuovere dalle sue convinzioni. In particolare egli sfruttò il vantaggio di risparmiare tempo con rapide inquadrature, passando da una scena all'altra, al fine di mantenere vivo il racconto. Tuttavia, è innegabile che fu durante i primi anni della filmografia, quand'era ancora un pioniere in questo campo inesplorato, che Chaplin diede il meglio; sentiva d'essere alle soglie di una nuova era, e il suo spirito arietino si cimentò nella sfida.
L'indipendenza di Chaplin si dimostrò anche nella scelta non convenzionale dei soggetti. Il tema della maggior parte dei film del suo tempo era il superuomo, l'eroe che poteva superare chiunque altro nel cavalcare, nel lottare e nell'amare. Chaplin catturò l'immaginazione del mondo con la patetica rappresentazione del piccolo vagabondo. Ma siccome l'Ariete deve essere il primo, Charlie divenne il vagabondo campione di tutti i tempi.
Mercurio in Ariete è energeticamente comunicativo, ma nervoso e ipersensibile. Fortunatamente, il Mercurio di Chaplin è in trigono a Saturno, che controlla la sua volatilità e aggiunge il buon senso e la resistenza ad un intelletto sguizzante. “Come si fa ad avere idee?” chiede, “con la costante perseveranza, fino ad impazzire. Si deve avere la capacità di sottostare al tormento e di non perdere l'entusiasmo per un lungo periodo di tempo.”
Questo Mercurio fortemente sostenuto spiega anche i continui sforzi di Chaplin per auto-istruirsi, anche se l'opposizione di Urano fece sì che Chaplin si acculturasse in modi poco ortodossi. Le sue letture spaziavano ma non in modo sistematico. Dopo essersi sorbito i cinque volumi delle Vite di Plutarco, non esitò a dichiarare che non valevano lo sforzo profuso. Nel corso degli anni, diede una scorsa a Platone, Locke, Kant ed anche all'Anatomy of Melancholy di Burton, ma più per un senso del dovere, non perché i classici lo interessassero.
Il Mercurio di Chaplin, in semisestile a Venere in Toro, lo incoraggiò a tradurre le sue idee in parole, musica e immagini visive di struggente bellezza. Anche se privo di preparazione musicale, componeva le partiture che accompagnavano i suoi film. Il suo stile letterario è al suo meglio nella sentita evocazione di stati d'animo e scene relative all'infanzia. Istintivamente esaminava le situazioni con molta attenzione al fine di dare loro un senso. A proposito del bisogno di unire testa e cuore disse: “Essere tutto intelletto senza sentimento è la caratteristica dell'arci-criminale, ed essere tutto sentimento senza intelletto indicherebbe un idiota innocuo. Ma quando intelletto e sentimento sono perfettamente bilanciati, allora otteniamo l'attore superlativo.”
Nella carta di Chaplin, il principale collegamento tra intelletto e sentimento è Saturno, che costituisce il punto focale delle due configurazioni base, di cui il suo oroscopo è composto. Da un lato, siccome Saturno quadra l'asse emotivo Luna-Marte, egli fu destinato a soffrire per la sua iper-reattività agli stati d'animo e ai suoi impulsi; d'altro canto, il trigono di Saturno all'asse intellettuale Mercurio-Urano indica che furono le sue abilità mentali che fecero progredire la sua carriera, mentre i suoi blocchi emotivi tendevano a ributtarlo indietro.

Max Eastman ammette candidamente che Chaplin era per lui un mistero, “una sconcertante combinazione di un giudizio distaccato ed acuto totalmente sommerso da cieche pulsioni emotive.” Di Chaplin dice che è “una delle persone più intelligenti che conosco,” ma parla anche delle “bizzarre disconnessioni tra i suoi ponderati giudizi e gli atti volontariamente compiuti”. La posizione di Urano, pianeta dell'inaspettato, vicino alla cuspide della dodicesima casa, significante il regno dell'inconscio, aiuta a spiegare perché Chaplin fosse un tale enigma per amici ed ammiratori. La sua mente (Mercurio) era assalita da erratici complessi psicologici, inspiegabili da un punto di vista razionale. Eppure, nella sua arte era in grado di fare un uso brillante del suo fascino dovuto a fattori segreti.

Un esempio del suo umorismo sottile basato su un'azione che non si vede è la gag del miscelatore per cocktail nel film The Idle Class. L'alcolizzato anti-eroe ha appena ricevuto notizia dalla moglie assente che lei non tornerà a casa fino a quando lui non avrà smesso di bere. Egli è in piedi davanti a un tavolo su cui è appoggiato il ritratto di lei. Guardando il ritratto, si mette a piangere ed il corpo è scosso dai singhiozzi. Siccome le spalle, visto da dietro, continuano ad agitarsi, egli appare proprio sconvolto dal dolore. Poi, mentre si gira lentamente verso la telecamera, realizziamo che le sue spalle sono in continuo movimento perché sta agitando uno shaker.
Durante le riprese di questa scena, Chaplin la girò nove volte di fila davanti alla telecamera e poi, non ancora sodisfatto, la ripeté altre nove volte il giorno seguente. A tal punto può arrivare la pazienza di Mercurio trigono a Saturno. La determinazione a raggiungere il successo professionale è anche da attribuire al suo Sole in Ariete in sesta casa, che costringe l'impetuoso Ariete all'impeccabilità virginiana. Dal momento che il Sole governa il Leone al Medio Cielo, questa capacità di sobbarcarsi a un duro lavoro contribuì al successo della sua carriera.
L'interazione magnetica tra l'acuto intelletto mercuriale di Chaplin e la sua non convenzionale intuizione uraniana è espressa nella sua convinzione che, attraverso l'umorismo l'uomo può raggiungere un migliore equilibrio nel suo modo di pensare. Egli dice: “Attraverso l'umorismo vediamo in quello che sembra razionale, l'irrazionale, e in quello che sembra importante, ciò che è futile. Ancora, esso accresce il nostro senso di sopravvivenza e preserva la nostra salute mentale. A causa dell'umorismo, siamo meno sopraffatti dalle vicissitudini della vita. Esso attiva il nostro senso della misura e ci rivela che nell'eccesso di serietà si annida l'assurdo”.
Anche se Chaplin godé di molti legami inusuali, in linea con la posizione di Urano alla fine dell'undicesima casa, non sembra aver avuto molti compagni intimi, o di averli trattati con particolare riguardo. Coltivò con cura le relazioni con persone di talento e di prestigio, ma il suo atteggiamento scostante tradiva la presenza della critica Vergine sulla cuspide dell'undicesima casa delle amicizie. “Non ho mai avuto bisogno di molti amici.”, afferma, facendo notare che la celebrità li attira in modo indiscriminato. “Mi piacciono gli amici come mi piace la musica: quando mi va.”
La quarta casa, quella della propria dimora, di Chaplin è governata dall'uraniano segno dell'Acquario. Dacché l'imprevedibile Urano si sta avvicinando alla cuspide della dodicesima casa dei nemici occulti, Chaplin ebbe fin troppe persone malevoli che causarono turbamenti periodici nella sua vita familiare. Alla fine, i suoi nemici crearono così tanti problemi con le accuse di simpatie comuniste e una causa di paternità, che Chaplin fu espulso dagli Stati Uniti. La Luna all'Ascendente indica frequenti cambi di residenza, ma questa tendenza a vagabondare si manifestò soprattutto nella prima parte della sua vita. Con l'età, il saldo Saturno gravò sull'instabilità lunare e, nel 1952, dopo molte peregrinazioni, la famiglia Chaplin finalmente si stabilì in una sede permanente in Svizzera.
“Come è bello e rassicurante il lusso!”, esclama Chaplin nella sua autobiografia. Eppure, nella sua magnifica casa in California ai suoi ospiti avrebbe servito il caffè in tazze da brodo con un manico rotto, piuttosto che acquistare un nuovo servizio. Fra i tanti paradossi nel carattere di Chaplin, nessuno è più sconcertante del suo atteggiamento verso il denaro. La sua basilare preoccupazione scorpionica per gli affari e la finanza è intensificata dalla posizione di Giove, il pianeta della fortuna, nell'operativo segno del Capricorno in seconda casa, quella delle proprietà. L'effetto di Giove nel segno della sua caduta è quello di espandere l'ambizione capricorniana per la ricchezza e la sicurezza. Il forte sestile di Giove alla Luna ed il suo trigono al vitale Marte sono estremamente propizi per fare soldi, anche se lo Scorpione è un segno che tende a subire perdite.
Questa connessione favorevole tra Giove e Luna può spiegare il motivo per cui, nel 1929, quando Chaplin apprese dell'elevato tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, ritirò i suoi soldi dal mercato azionario e li impiegò in solidi investimenti. I suoi amici ricchi gli assicurarono che stava perdendo un'occasione d'oro per la speculazione, ma la sua vicinanza al polso dell'umanità gli diceva che qualcosa doveva essere sbagliato quando così tanta gente era senza lavoro. Egli sapeva bene che cosa si prova ad essere squattrinati ed affamati. L'effetto di questa intuizione, fu che attraversò la Depressione al sicuro.
Giove in Capricorno mostra anche quanto Chaplin avesse lavorato duramente per il suo denaro. Se il suo reddito era prodigioso, lo era pure l'impegno profuso. Il Sagittario sulla cuspide della seconda casa indica che il denaro può essere guadagnato all'estero. Pertanto, si recò in una terra straniera (America) per fare fortuna, e poi in un altro paese straniero (Svizzera), per conservarla.
Quando Giove e Saturno sono collegati, le forze di espansione e di restrizione non si annullano a vicenda, ma soffiano alternativamente caldo e freddo. L'effetto di Giove nel segno di Saturno sul carattere di Chaplin fu di farlo apparire eccessivamente avaro quando in realtà era vittima di un'ansia incontrollabile per i soldi. Essendo cresciuto nella miseria, non poteva eliminare la paura della povertà dalla sua mente. All'età di nove anni, la sua amata madre, da tempo abbandonata da un marito alcolizzato, fu costretta a lasciare Charlie in un orfanotrofio per due tristissimi anni. Di conseguenza, non superò mai del tutto la serpeggiante paura che in qualche modo egli poteva ancora una volta venir abbandonato.
Luna, Giove e Plutone formano una configurazione ad “Y” che si concentra su Plutone, il pianeta di complessi psicologici. L'incapacità di Chaplin di trarre molta gioia dal suo denaro potrebbe essere il risultato di un'infanzia indigente, ma sembra anche essere un problema innato. Quando girava i suoi film, egli aveva ben più presente l'enorme spesa necessaria per dirigere uno studio che non gli introiti di gran lunga superiori che i suoi film avrebbero portato, cosicché si sentiva continuamente povero. (Plutone si sta avvicinando alla cuspide dell'ottava casa degli investimenti.) L'intero fenomeno della sua improvvisa fortuna sembrava essere al di là delle sue capacità; la sua mente lo concepiva solo come un fatto contabile. Anche se il restrittivo Capricorno non gli negò la ricchezza, gli limitò tuttavia il piacere derivante dall'avere a sufficienza di tutto. Anche in questo caso, Chaplin si trovava nella necessità di integrare impulsi contrapposti. Max Eastman sottolinea il problema dicendo:

Godetevi qualsiasi Charlie Chaplin che avete la fortuna o l'occasione di godervi. Ma non provate a collegali insieme in un qualcosa che si possa afferrare. Ce ne sono troppi.
Egli non ha un solo carattere, non ha principi né convinzioni, non vi è nulla nella sua testa che, dopo averla posata su un cuscino, si possa ragionevolmente ritrovare la mattina seguente. Lui è un attore e lo è in modo così profondo e totale che, se lasci che il suo fascino ti induca a confidare in quello che dice, sicuramente prima o poi scoprirai che quella fiducia è del tutto vana.

Lita Grey Chaplin racconta la stessa storia. Non era la sua brutalità che la opprimeva – per questo era disposta a perdonarlo –; piuttosto, era la sua incoerenza donchisciottesca che la faceva quasi impazzire. Finché lui la vedeva come l'incarnazione dell'innocenza, la adorava persino esageratamente, ma una volta che riuscì a sedurla, non perse tempo ad apostrofarla con l'epiteto di “puttana”. Un momento poteva essere affettuoso e affascinante, un altro, senza alcun segnale, mutava e le scagliava invettive con una furia folle.

Con la congiunzione di Nettuno e Plutone rafforzata dalla quinconce con la Luna e Giove, Chaplin fu teatrale fino al midollo e poteva essere trasportato da vulcaniche eruzioni emotive. Purtroppo, il signore del Sole di Lita,[4] Marte, cade quasi sul grado del Plutone di Chaplin, scatenando esplosioni irrazionali del suo temperamento in un periodo in cui era già nervoso e oberato di lavoro. Il Marte natale di Chaplin aveva raggiunto per progressione questa posizione allorché lui e la sedicenne Lillita si sposarono ad Empalme, Sonora, Messico, il 24 novembre 1924. Così, vi furono fattori scatenanti interni ed esterni che spiegano la brutta storia della loro vita di coppia.
Il matrimonio stesso è sicuramente meglio descritto da Marte e da Nettuno che non dal nuziale pianeta Venere. La cerimonia si tenne in quello che Lita descrive come “un triste, angusto, maleodorante salotto”, mentre Chaplin tirava sgradevoli boccate da una sigaretta. Nella notte di nozze, Lita condivise con sua madre la stanza di uno squallido albergo. Tornando a Los Angeles in treno, la sposa giunse al punto di seguire il suggerimento formulato ipnoticamente da Chaplin di farla finita saltando dalla piattaforma panoramica del treno in corsa. Ancorché destinata, la loro unione fu esacerbata in particolare da scoppi di rabbia e risentimento.
Il lato positivo è che la congiunzione Nettuno-Plutone aiuta a spiegare l'esistenza dell'alter ego di Chaplin, il piccolo vagabondo. Posta sul “lato nascosto” dell'ottava casa, questa congiunzione rappresenta l'investimento dei suoi sogni e della fantasia in un paradigma gemelliano di incoerenza. Un tal personaggio gli venne tutto in una volta in un plutoniano sgorgare dall'inconscio, anche se il ruolo di vagabondo s'era prefigurato all'inizio della sua carriera. Chaplin spiegò il ruolo a Mack Sennett in questo modo:

Questo buon diavolo è multiforme, è un vagabondo, un gentiluomo, un poeta, un sognatore, un tipo solitario, che vive sempre nella speranza di una storia romantica e di un'avventura. Probabilmente vorrebbe far credere d'essere uno scienziato, un musicista, un duca, un giocatore di polo. Tuttavia, egli non è restio a raccogliere mozziconi di sigaretta o a derubare un bambino delle sua caramelle. E, naturalmente, se l'occasione lo richiede, prenderà a calci nel didietro una signora, ma solo se estremamente incollerito.

Il piccolo vagabondo è immortale: pantaloni sbrindellati e scarpe malconce in eterna contraddizione con la giacca stretta e il piccolo cappello, cosicché anche il corpo sembra ridicolmente sproporzionato. Tuttavia, Chaplin stesso continuò a maturare nel corso degli anni. È difficile leggere il suo libro meditato e non essere d'accordo con la tradizione secondo cui lo Scorpione può essere il peggiore e il migliore dei segni, con le debolezze più abissali e possenti punti di forza È, soprattutto, il segno della rigenerazione perché dona la forza di volontà necessaria per superare situazioni scoraggianti.
Nel tema natale di Chaplin il fattore unificante è Saturno in Leone: la disciplina di una vita lunga e creativa. Il Leone, in quanto signore del Medio Cielo, fa presagire onore e fama. Ha la nobiltà, così come lo splendido isolamento del leone, re degli animali. Mentre ancora perseguiva attivamente la sua carriera di cineasta, e molto prima di incontrare Oona, Chaplin presagiva la dolce sodisfazione dei suoi ultimi anni nella seguente dichiarazione:

Guardate gli animali. Essi non frappongono mai l'aspetto morale nella loro vita: tante creature magnificamente belle, piene di portamento e dignità. Pensate ad un leone, indisturbato dal brulichio degli esseri umani: vive una vita magnifica, lavora quando deve e poi si siede, con calma e bastando a se stesso, guarda al tramonto e gioca con i cuccioli.

Nel 1972, Chaplin gustò il ritorno trionfale negli Stati Uniti per ricevere un Oscar e le acclamazioni della Hollywood che lo aveva snobbato negli anni 1950. Il punto culminante, da leone, lo raggiunse nel 1975, quando la regina Elisabetta II gli conferì il titolo di cavaliere. In seguito, Sir Charles commentò: “La vita è una cosa meravigliosa, ma quando si invecchia, si pensa sempre alla morte”.
La morte colse Chaplin ormai canuto alle ore 04:00 del 25 dicembre del 1977, mentre dormiva nella sua tenuta di 37 acri a Vevey, Svizzera. Aveva 88 anni. Sette degli otto figli avuti da Oona, che era anch'essa con lui, erano lì al suo capezzale. Il piccolo straccione di Londra, divenuto un artista immortale col catturare su pellicola la tragicommedia della contesa tra l'uomo e il suo destino, aveva emesso il suo ruggito finale.


NOTE

[1] Si tenga presente che Venere è il solo pianeta in domicilio nella casa delle relazioni contrattuali (matrimonio) e nel Toro, cosignificante della seconda casa dei beni. Per di più, Giove, nonostante sia in caduta, si trova nei suoi termini, quindi recupera forza; Venere è nei termini di Giove; di qui, il loro legame (trigono) è sì anomalo (Giove in caduta), ma ineluttabile e forte. L'Ascendente e la Luna sono nei termini di Venere, quindi sottostanno di buon grado all'opposizione. In sintesi, in questa carta Venere è fortissima non solo per la sua posizione, ma anche perché raccoglie e riversa (con modalità poco costanti e/o tarde, essendo retrograda) come un fiume in piena le energie della Luna e di Giove.

[2] Gli autori conoscono la data di nascita di Oona O'Neill, 14 maggio 1925, ma non il luogo preciso né l'ora. Comunque sia, ecco le posizioni dei pianeti per quella data a mezzogiorno: Sole 23° 9' Toro, Luna 13° 31' Acquario, Mercurio 27° 37' Ariete, Venere 28° 34' Toro, Marte 2° 53' Cancro, Giove 22° 30' retr. Capricorno, Saturno 10° 04' retr. Scorpione, Urano 24° 36' Pesci, Nettuno 19° 50' Leone, Plutone 11° 52' Cancro, Caput Draconis 7° 44' Leone.

[3] Non essendo nota l'ora di nascita di Oona, l'esattezza degli aspetti lunari è da ritenersi solo presunta.

[4] Di Lillita McMurray (Lita Grey) è nota la data di nascita (15 aprile 1908), il luogo (Hollywood, CA) ma non l'ora. Ecco le posizioni dei pianeti a mezzogiorno: Sole 25° 07' Ariete, Luna 10° 45' Bilancia, Mercurio 4° 02' Ariete, Venere 10° 15' Gemelli, Marte 5° 34' Gemelli, Giove 3° 58' Leone, Saturno 3° 18' Ariete, Urano 16° 54' Capricorno, Nettuno 12° 13' Cancro, Plutone 23° 03' Gemelli, Caput Draconis 8° 04' Cancro.

[2016 © trad. di Franco Luigi Viero]